martedì 4 settembre 2012

Il digiuno secondo Ohsawa: la Dieta Numero 7



 Nro   Cereali  Verdure  Zuppe Carne  Insalate  Dessert  Bevande

 7       100%
 6        90%      10%                              Bere il
 5        80%      20%                                 meno
 4        70%      20%    10%                     possibile
 3        60%      30%    10%
 2        50%      30%    10%    10%
 1        40%      30%    10%    20%
-1        30%      30%    10%    20%     10%
-2        20%      30%    10%    25%     10%      5%
-3        10%      30%    10%    30%     15%      5%




"Ci sono dieci modi di mangiare e bere che ci permettono di costruire una buona salute realizzando l'equilibrio Yin-Yang."


Queste sono le esatte parole che Georges Ohsawa uso' nello Zen Macrobiotique (La dieta Macrobiotica) per aiutare l'europeo degli anni '60 disorientato dal drastico cambiamento sociale ed economico di quell'epoca.
Usciti dalla guerra, annientati dalla fame e dalla poverta', gli abitanti del vecchio continente si sono buttati nella ricostruzione, hanno dedicato tutto il loro tempo e le loro energie per il raggiungimento di uno stile di vita dignitoso ed essendo ogni fenomeno, come ci insegna la Macrobiotica, parte del Tutto e dipendente dalle sue regole, si passo' dalla vita umile, rurale, carica di privazioni, ad una vita agiata, industriale e contraddistinta dall'abbondanza.
Ogni cosa si trasforma nel proprio contrario.
I nostri genitori, e ancor prima i nostri nonni senza ombra di dubbio vivevano un'equilibrio inconsapevole, facevano la cosa giusta si, ma con la motivazione sbagliata.
Educavano i loro figli ad accontentarsi, al vivere parvo ma non perche' avessero veramente compreso il profondo significato di questo gesto, semplicemente perche' non ce n'era e non essendocene, altro non si poteva.
Mangiavano cio' che trovavano sul posto e nella giusta quantita' offerta dalla stagione ma anche questo non perche' avessero appreso l'importanza della localizzazione e della stagionalita' degli alimenti, bensi' perche' non se lo potevano permettere.
Le scelte se non mediate dalla consapevolezza non hanno alcun valore, non vengono "capite", non valgono come esperienze e ci condannano a commettere errori.
E' stata proprio la nostra "incoscienza" a fornire terreno fertile al consumismo occidentale del ventesimo secolo.
Ogni cosa si trasforma nel proprio contrario.
Ohsawa arriva da noi proprio nel periodo storico di svolta e da grande maestro quale era perse tempo e denaro per insegnarci, per avvertirci del pericolo al quale saremmo andati incontro, insomma la sua visione lucida e premonitrice degli eventi gli permise di prospettarci gia' la crisi che stiamo vivendo.
Con un semplice grafico composto da tipologie di alimenti e percentuali sintetizza la filosofia plurimillenaria d'Estremo Oriente.Traduce per cosi' dire l'istinto-intuizione in termini tecnici, schematizza la naturalezza del vivere, la rende una materia idonea ad essere insegnata.
Ci dice che la dieta piu' complessa e' la dieta moderna, che la composizione del pasto piu' difficile da realizzare e' proprio la tanto osannata dieta Onnivora che ci consiglia di mangiare un po' di tutto. Difficile in quanto difficoltosa nel suo bilanciamento.
Equilibrare significa padroneggiare la materia, conoscere profondamente se stessi e sentire quando si e' in armonia con il Tutto, cosa assai lontana dal nostro "involontario" gesto di aprire il frigorifero e mangiare cio' che vi troviamo all'interno e ci attrae maggiormente ai sensi.
Ci dice inoltre che la dieta la piu' semplice, quella dalla quale dovremmo ripartire e che ci consentira' di riconquistare uno stato di salute perfetto e' la dieta numero 7, composta esclusivamente da cereali integrali. E' praticabile da tutti perche' non occorre in questo caso conoscere come il cibo lavori, non occorre nemmeno capire cio' di cui abbiamo bisogno, ci verra' insegnato strada facendo, il riso integrale cosi' come l'orzo, il farro, il miglio, il grano saraceno ci riporteranno ad una sorta di equilibrio perduto consentendoci di eliminare tutti gli eccessi, dopodiche' saremo liberi di scegliere, di "allargare", man mano che il nostro giudizio si affinera'.
La dieta numero 7 e' a tutti gli effetti un digiuno, un digiuno che potremo permetterci qualche volta in piu' rispetto alla piu' conosciuta astinenza completa dal cibo. Mangiare solo cereali integrali ci fa riflettere sull'essenzialita' della vita, ci fa capire che tutto quello che ci serve e' li', davanti ai nostri occhi, e' cosi' semplice eppur cosi' difficile da credere.
La 7 non e' solo una terapia alimentare bensi' e' una lezione di vita. Quando decidiamo di fare la 7 poniamoci ad essa con il giusto atteggiamento e soprattutto con il dovuto rispetto.
Nel chaos della nostra esistenza con la 7 introduciamo un elemento di pace, di rasserenamento, di chiarificazione.
Capiamo che i nostri grandi errori affondano le loro radici nell'eccesso, come invece per i nostri nonni venivano nutriti dalla carenza. Ma solo la 7 ci aiuta a capire veramente questo, altrimenti saremo costretti a ripetere, ripetere, ripetere, sabbutti di qua e di la dalle violente mareggiate della vita, incolpando e maledicendo chiunque ci stia a fianco ma evitando accuratamente di fare il piu' sentito dei mea culpa.
Non esiste un periodo consigliato per fare la 7, Ohsawa dava questo suo personale consiglio, ci esortava a metterci a sette tutte le volte che sentiamo di non aver capito qualcosa, tutte le volte in cui non riusciamo a trovare una via d'uscita ai nostri problemi, tutte le volte che pur credendo di essere arrivati capiamo che siamo sempre li', per strada ne' all'inizio, ne' alla fine, semplicemente per strada ed infine tutte le volte che capiamo che basterebbe cosi' poco ma......




 

lunedì 3 settembre 2012

Franco Berrino: Ponte tra Oriente e Occidente

Scrivere di Macrobiotica e non dedicare tempo e attenzione all'eccezzionale lavoro del Professor Franco Berrino sarebbe per me da considerare come la piu' grande delle mancanze perche' a Berrino compete il grandissimo merito di aver realizzato uno dei piu' grandi sogni auspicabili, il secondo dopo il raggiungimento della Pace Mondiale.
Partendo dal Giappone quel piccolo-grande uomo di nome Ohsawa serbava nel cuore due grandi progetti e visse la sua vita interamente nell'intento di realizzarli o in qualche modo di gettare le basi perche' qualcun altro li realizzasse dopo di lui.
Attraverso le sue conferenze, i suoi libri, l'insegnamento dei suoi allievi il chiaro intento del mestro era proprio quello di costruire un ponte tra oriente ed occidente, base fondamentale per l'instaurazione del dialogo, la cooperazione, la comprensione, tutte condizioni indispensabili a che si raggiungesse la da sempre auspicata, PACE MONDIALE.
Non aveva bagagli, non aveva soldi, non aveva ne' casa, ne' amici, con se avrebbe portato solo Lima, la compagna della vita e la sua profonda conoscenza del pensiero "primitivo" della Plurimillenaria Filosofia d'Estremo Oriente. 
Apparentemente cose di poco conto ma a ben vedere elementi fondamentali e indispensabili per attuare la piu' grande delle rivoluzioni:la rivoluzione umana.
Lima ci insegno' a cucinare pasti squisiti e sapientemente equilibrati, ci tradusse in pratica le preziose ma succinte lezioni filosofiche del marito e ci fece capire che i cambiamenti iniziano dal basso, dalle piccole cose, dal piatto.
Ohsawa invece tradusse e rese comprensibile alla mente occidentale l'agopuntura, l'ikebana, l'arte del bonsai e l'aikido nonche' ci incoraggio' a fare quel passo in piu' che dal dualismo congenito esclusivista ci avrebbe portato al monismo, al Principio Unificatore.
Prima di morire ci invito' a bruciare tutti i suoi libri, a ripartire da capo, a spendere la nostra vita interamente per la Macrobiotica, a far si che diventasse il nostro piu' grande Amore.
Invito difficile da mettere in pratica, il piu' delle volte ci siamo accontentati di leggere, di sperientare, ma di non azzardare. Viviamo ancora della sua ombra: daltronde un grande albero copre superfici estese e continua a ripararci dal sole anche dopo la sua morte.
Questo ci e' successo, noi tutti abbiamo avuto paura di osare, di andare oltre, di proseguire, di dare la nostra grande e personale interpretazione della Macrobiotica.
Ma questo non si puo' assolutamente dire di Franco Berrino. 
Quell'uomo ha fegato da vendere. Parla di cancro e correla ad esso l'alimentazione, lo stile di vita. Ci ricorda che il cibo dell'uomo e' il cereale e che il cibo moderno e' cibo morto, trash food. Il suo "laboratorio" di studio e' la Cascina Rosa dove potete imparare a cucinare, studiare la filosofia ohsawiana, mangiare un piatto misto e lo trovate proprio a Milano e proprio a fianco all'Istituto Tumori.
Attraverso i suoi studi ha messo in relazione la prevenzione per la sindrome metabolica (frutto del pensiero medico moderno occidentale) e condizione importante per la formazione della massa tumorale, con l'assunzione giornaliera di riso integrale, verdure e legumi e l'abolizione di farine super raffinate nonche' dello zucchero e di tutto cio' che contiene prodotti chimici.
Insomma ha "fornito garanzie", "prove scientifiche", "statistiche" a sostegno di una filosofia scaturita dalla semplice osservazione dei fenomeni.
In poche parole ha tradotto il pensiero orientale, lo ha reso a noi comprensibile, accettabile, degno di considerazione.
Grazie Franco di piu' non potevamo chiederti.


 

domenica 2 settembre 2012

Il Non Fare Ovvero l'Arte della Calma


Spiegare cosa significhi non fare, ovvero wu-wei, non e' cosa facile, soprattutto perche' i concetti plurimillenari scaturiscono dalla pura osservazione dei fenomeni, sono per cosi' dire intuitivi dunque non concettuali.
Noi occidentali invece siamo scientifici, tecnici, amiamo dare alle cose un significato preciso ed immediato e soprattutto siamo abituati a non elaborare, insomma amiamo la “pappa pronta” gia' masticata e digerita da altri.
Non troveremo mai un testo o un maestro che esaudisca pienamente le nostre richieste a meno che non siamo disposti noi a lavorarci un po' su in modo da capire “veramente” cio' che gli antichi sintetizzavano con una semplice parola e che ai loro tempi e in quel contesto era invece di facilissima comprensione.
La prima volta che sentii parlare di wu-wei pensai ad una sorta di apatia all“italiana”, una specie di pigrizia nell'agire che ci spinge a lasciare che le cose vadano come devono andare. Mi immaginavo sdraiata su di un amaca accettando cio' che si fosse presentato e pronta a rinunciare ad ogni obiettivo allorche' si fosse affacciato il primissimo ostacolo.
Questo perche' quando sentiamo una parola, leghiamo subito ad essa un concetto il piu' delle volte poco elastico: una parola una definizione. Non fare significa per noi dunque non agire, assolutamente, non procedere, IN NESSUN CASO.
Gli orientali invece non si fossilizzano sui termini, la loro comunicazione scritta si basa sugli ideogrammi, vere e proprie raffigurazioni, che, come tali sono interpretative e contengono in essi una miriade di significati tutti plausibili, tutti accettabili, e incredibilmente tutti compatibili.
Procedendo lungo il cammino di consapevolezza che la Macrobiotica ti costringe a fare imparando a mangiare regolarmente riso integrale, ti inoltri nella mentalita' orientale a tal punto da assimilarne il modello di pensiero e capisci che semplice non vuol dire semplicistico, che la verita' non e' in vendita al miglior offerente e' pero' altresi' celata agli occhi dei piu', alla vista degli stolti....
Apprendi che la legge dell'equilibrio vale nel piatto e si manifesta nella maestria del cuoco alchimista ad abbinare cibi espansivi con cibi contrattivi, ma conta anche nella vita . Si tratta della giusta via di mezzo, la via del Buddha, li', in bilico tra privazione e eccessivo permissivismo e ci conduce a capire che non-fare significa non-forzare, non accanirsi, non infierire.
Si tratta del sapiente dosarsi tra fare troppo e non fare nulla. Non si parla anche in questo caso di un punto preciso, di un momento facilmente identificabile, di un metodo infallibile e trasmissibile che ci dà la soluzione, quella con la S maiuscola, ma di una nostra personale e di conseguenza unica elaborazione sul singolo evento, di una sensibilita' sottilissima che ci contraddistingue e ci rende consapevoli del fluire e ci porta ad essere goccia “cosciente” nel mare del fiume della vita.
Nessuno puo' insegnarci questo, noi soli dobbiamo e possiamo essere maestri di noi stessi e cosa piu' importante tutte le esperienze, nostre e altrui, ci possono insegnare ma essendo l'esistenza un movimento continuo dotato pero' dall'unicita' di ogni fenomeno, ci dobbiamo mettere nella posizione di distinguere quando la nostra mano aiuta e quando invece la nostra mano forza.
Semplice appunto, ma non semplicistico.

sabato 1 settembre 2012

Patate nella Paglia

AVETE CAPITO BENE, SI PROPRIO COSI', SI TRATTA DI PATATE COLTIVATE SECONDO UN METODO NON PROPRIO TRADIZIONALE, ANCHE SE POTREMMO DEFINIRE PIU' TRADIZIONALE QUESTO SISTEMA CHE NON QUELLO UTILIZZATO CONVENZIONALMENTE DAL CONTADINO CHE IO CHIAMO "MODERNO".
ESSENDO LA MACROBIOTICA, PER DEFINIZIONE DEL PIU' GRANDE DEI SUOI MAESTRI GEORGES OHSAWA, LA BUSSOLA UNIVERSALE , L'OCCHIALE MAGICO, ATTRAVERSO CUI LEGGERE L'UNIVERSO TUTTO,POSSIAMO DIRE CHE L'AGRICOLTURA SINERGICA, DERIVAZIONE DIRETTA DEL PIU' CONOSCIUTO METODO FUKUOKA, SIA L'APPLICAZIONE IN CAMPO AGRICOLO DELLA FILOSOFIA PLURIMILLENARIA DELL'ESTREMO-ORIENTE.
FUKUOKA HA MESSO IN AZIONE,PRATICAMENTE, I CONCETTI DEL NON FARE, DELLA GRATITUDINE, DEL RISPETTO E DELL'UMILTA' E IL SUO TERRENO DI APPLICAZIONE E' STATO PROPRIO LA TERRA, OVVERO LA RICERCA DEL GIUSTO EQUILIBRIO TRA SFRUTTAMENTO E RISPETTO.
EMILIA HAZELIP HA AVUTO IL MERITO DI PORTARE IN EUROPA IL METODO FUKUOKA, CONTESTUALIZZANDOLO E DI CONSEGUENZA ADATTANDOLO AD UN DIVERSO TERRITORIO E AD UNA MENTALITA' OCCIDENTALE.
ECCO RICOSTRUITI I SETTE GRADI DI SEPARAZIONE CHE PORTANO ME, OGGI, A RACCONTARVI DI PATATE.
IN PRIMAVERA, DOPO AVER CREATO I NOSTRI QUATTRO NUOVI BANCALI ABBIAMO DECISO DI USARE QUESTO MERAVIGLIOSO METODO PREPARATORIO PER CAPIRE MEGLIO COME FUNZIONASSE, VISTO CHE NEI NOSTRI CAMPI CORREVA LA VOCE CHE COLTIVARE PATATE COSTASSE TEMPO E FATICA.
DOPO AVER LAVORATO SUPERFICIALMENTE LA TERRA, ABBIAMO CREATO I CUMULI E, ANZICHE' RICOPRIRLI CON LA PREZIOSA PACCIAMATURA IN PAGLIA D'ORZO, ABBIAMO FRAPPOSTO TRA LA TERRA E LA PAGLIA UN RIVESTIMENTO COMPLETO DI CARTONI, COMPLETO IN QUANTO NESSUNA SUPERFICIE DEL BANCALE NE RIMANESSE ESENTATA, FIANCHI COMPRESI. ABBIAMO RICOPERTO IL TUTTO CON PAGLIA D'ORZO E ANNAFFIATO ABBONDAMENTE. POI, OGNI PATATA E' STATA PIANTATA ABBASTANZA SUPERFICIALMENTE FACENDO UN PICCOLO BUCO ATTRAVERSO PAGLIA E CARTONE E AIUTANDOSI QUANDO SERVIVA CON UN COLTELLINO. TUTTO QUI. IL TEMPO HA FATTO IL RESTO, A TAL PUNTO CHE NOI QUASI CE NE SIAMO DIMENTICATI. NESSUNA INFESTANTE, NULLA DI NULLA E NONOSTANTE L'ANNATA PARTICOLARMENTE SICCITOSA, CINQUE, SEI ANNAFFIATE AL MASSIMO E SOPRATTUTTO MOLTO MOLTO LOCALIZZATE VISTO CHE LA MANCANZA DI ERBE INDESIDERATE CI HA CONSENTITO DI VEDERE PERFETTAMENTE LA BASE DELLA PIANTA. OGGI, ALLA FINE DI AGOSTO, ABBIAMO RACCOLTO SENZA ALCUNA FATICA LE PATATE. SOLLEVATA LA PAGLIA, SOLLEVATO IL CARTONE LE PATATE ERANO PROPRIO LI', TRA IL CARTONE E LA TERRA.LE ABBIAMO RACCOLTE CON LE MANI, ERANO SANE, PULITE E NON VERDI(COSA CHE NORMALMENTE AVVIENE QUANDO LA LUCE SOLARE FA AFFIORARE LA PERICOLOSA SOLANINA DI CUI LE PATATE, LE MELANZANE, I PEPERONI E I POMODORI, SONO RICCHI).
POCA FATICA, DISCRETO RENDIMENTO E GRANDISSIMO RISPETTO PER LA TERRA CHE GIA' "ARATA" DALLE RADICI PROFONDE CHE LE PATATE HANNO SVILUPPATO DURANTE LA GESTAZIONE, LA PROSSIMA PRIMAVERA SARA' PRONTA PER REGALARCI NUOVI FRUTTI.
A VOLTE BASTA VERAMENTE POCO.


 

giovedì 30 agosto 2012

Su di me

ANCORA NON VI HO PARLATO DI ME E CREDO SIA ARRIVATO IL MOMENTO GIUSTO PER FARLO. NESSUN "PROGETTO", NESSUNA "AMBIZIONE", NESSUN "PIANO" HA MAI CONTRADDISTINO LA MIA VITA. ORMAI SONO PASSATI QUASI VENT'ANNI DAL MIO PRIMO INCONTRO CON IL PIATTO MISTO, CON I PRIMI LIBRI DI OHSAWA, CON UNA FILOSOFIA CHE PIU' DI OGNI ALTRA  HO SENTITO DA SUBITO MIA.
SENTIRMI MALATA A VENT'ANNI E' STATO PER ME UN GRANDE CAMPANELLO D'ALLARME, MALATA DELLA PIU' GRANDE DELLE MALATTIE IL COSIDETTO MAL DI VIVERE, E COGLIERE AL VOLO QUELLA PRODIGIOSA OPPORTUNITA' CHE E' STATA LA  MACROBIOTICA FU INVECE IL PIU' GRANDE DEI MIEI MERITI.
EBBENE SI, QUANDO SI E' MALATI SI E' ANCHE OTTENEBRATI; I PREZIOSI MESSAGGI CHE LA VITA CI INVIA COSTANTEMENTE CADONO PER LO PIU' NEL NULLA SEPOLTI SOTTO UNA COLTRE DI PIGRIZIA FISICA E INTELLETTUALE CHE QUASI CI PARALIZZA, MA LA MACROBIOTICA PER ME FU ED E' UN GRANDE INNAMORAMENTO E COME TALE VIVE DI VITA PROPRIA, SI AUTOALIMENTA.
SPERIMENTARE SU DI ME, POI SUCCESSIVAMENTE SU AMICI MALATI COSA POTESSE SUCCEDERE SEMPLICEMENTE TOGLIENDO CERTE CATTIVE ABITUDINE E SOSTITUENDOLE CON ALTRE MIGLIORI, MI HA DATO LA CONFERMA CHE CIO' CHE STAVO FACENDO SFIORASSE QUASI LA  MAGIA.
SICURAMENTE HO TROVATO QUALCHE PUNTO FERMO COME CAPIRE COSA MI PROCURI BENESSERE O  COSA INVECE MI DANNEGGI.
AMO LA VITA, LA RISPETTO E SONO SICURA CHE LA GIUSTIZIA, NONOSTANTE QUELLO CHE CREDIAMO IN PREDA AL DOLORE O ALLA DELUSIONE, DOMINI L'UNIVERSO.
TUTTO INIZIA
CINZIA

mercoledì 29 febbraio 2012

Cambiamento Socio-Medico-Antroposofico Derivante Dall'uso Di Farmaci Sintomo-Soppressori

L'INVENZIONE E IL CONSEGUENTE ABUSO DEI COSIDETTI FARMACI SINTOMATICI RICHIEDE UN'ANALISI MOLTO PIU' PROFONDA DI QUELLA CHE SI FERMA ALL'AMBITO MEDICO, PUR ESSENDO, ALMENO APPARENTEMENTE, IL CAMPO CHE MAGGIORMENTE NE VIENE INFLUENZATO.
IN PRIMA ANALISI DOBBIAMO SPECIFICARE CHE BUONA PARTE DELLA RICERCA MEDICA E' FINALIZZATA AL PERFEZIONAMENTO DI QUESTO TIPO DI PRODOTTI CHE SONO ACCOMUNATI DALLE SEGUENTI CARATTERISTICHE:
  1. VELOCITA' DI AZIONE
  2. EFFETTI COLLATERALI, NEL BREVE DISCRETAMENTE ACCETTABILI CON CONSEGUENTE RIPRISTINO DELLE PROPRIE ABITUDINI DI VITA
QUANDO CI AMMALIAMO MANIFESTIAMO UN INSIEME DI SINTOMI E DIAMO LORO IL NOME DI MALATTIA DIMENTICANDOCI CHE LA MALATTIA SI COMPONE DI SVARIATE PARTI CHE, COME NEL CASO DELL'ALBERO, VANNO DALLE RADICI AI FRUTTI.
SI PARTE DALLA CAUSA O DALLE CON-CAUSE, SI CONTINUA CON I SINTOMI, SI PROCEDE CON IL DECORSO O EVOLUZIONE (NELLE SUE FASI ALTERNE) SINO AD ARRIVARE AL DECESSO,  NEL CASO SI TRATTI DI MALATTIE MORTALI.
IL SINTOMO, DUNQUE',  E' UNA COMPONENTE EVIDENTE, SCOMODA, A VOLTE INVALIDANTE, CHE PERO' HA LA DUPLICE FUNZIONE DI PROVARE AD IMPEDIRCI DI PROCEDERE OLTRE E DI FAR SI CHE LA MALATTIA NON PROSEGUA LA SUA CORSA, ARRIVANDO, COME DICEVAMO PRIMA, A COMPLETARE IL SUO CICLO.
IL FARMACO SINTOMO SOPPRESSORE CI CONSENTE DI CONVIVERE CON LA MALATTIA ATTENUANDONE A TAL PUNTO I SINTOMI DA FARCI QUASI PENSARE DI STARE BENE, DI AVER RISOLTO ANZITEMPO O DEFINITIVAMENTE LA QUESTIONE.
LA FASE SINTOMATICA E' INVECE FONDAMENTALE, IMPORTANTISSIMA. E' DAL SINTOMO E DALLA SUA ANALISI CHE POSSIAMO RISALIRE ALLE CAUSE CHE HANNO INNESCATO IL PROCESSO, ED E' DAL SINTOMO CHE CAPIAMO COME QUESTA MALATTIA "LAVORA" SU DI NOI, ESSENDO INDIVIDUALE LA REAZIONE CHE OGNUNO HA ED ESCLUSIVO IL CONFEZIONAMENTO E L'AMBIENTE CHE OGNI ESSERE DA' AD UNA GENERICA INFLUENZA, PER ESEMPIO.
INOLTRE LA FASE COMPARSA/SCOMPARSA DEL SINTOMO, SE NON FORZATA MA SOLO ASSISTITA E GUIDATA CI PERMETTE DI USCIRE AL MOMENTO GIUSTO DALLA FASE ACUTA E CON LE OPPORTUNE MODIFICHE APPORTATE IN QUEL FRANGENTE E SOPRATTUTTO IN SEGUITO, SAREMO IN GRADO DI RISOLVERE DEFINITAVAMENTE IL PROBLEMA.
IL SINTOMO CI IMPEDISCE DI RIPETERE ALL'INFINITO L'ERRORE E LA VELOCITA' DELLA SUA SOPPRESSIONE E' INVERSAMENTE PROPORZIONALE ALLA MATURAZIONE DEL NOSTRO GIUDIZIO CRITICO E AUTOANALITICO E DI CONSEGUENZA ALLA RISOLUZIONE DELLA MALATTIA.
LA MODERNA MEDICINA SINTOMATICA HA PERMESSO LA STRATIFICAZIONE DEI MALESSERI; MAI COME OGGI VIVIAMO ABILMENTE E COME SE FOSSIMO COMPLETAMENTE SANI, PORTANDO SU DI NOI MALATTIE DEGENERATIVE O MORTALI.
ECCO IL GRANDE BLUFF. IRONIA DELLA SORTE SIAMO NOI A CHIEDERE CHE QUESTO ACCADA, IL MERCATO COME SUA ABITUDINE PRONTAMENTE RISPONDE...
DUNQUE SI, L'ASPETTO MEDICO E' SICURAMENTE IL PIU' IMMEDIATO E APPARENTEMENTE IL PIU' IMPORTANTE, MA CREDO SI CELINO INVECE DIETRO QUESTA FACILE ANALISI, DINAMICHE INDIVIDUALI E SOCIALI BEN PIU' PROFONDE E CHE MERITINO MAGGIORI RIFLESSIONI.
L'UOMO "CONTEMPORANEO" NON E' ABITUATO E IN MOLTI CASI NON VUOLE IN ALCUN CASO ASCOLTARSI. LASCIARE UN SINTOMO A "BRIGLIE SCIOLTE" SIGNIFICA COSTRINGERSI A SEGUIRLO CON ATTENZIONE, ANALIZZARLO E CAPIRE DA DOVE VIENE E DOVE SIA DIRETTO, ASCOLTARLO E CAPIRLO E CON LA GIUSTA COMPETENZA, SE E' IL CASO, AGEVOLARLO.
CI COSTRINGE A PRENDERCI IL TEMPO NECESSARIO E NON QUELLO "STRETTAMENTE" NECESSARIO PER SEGUIRLO, TENENDO FINO A CHE SERVIRA', IL LAVORO, LA FAMIGLIA, I FIGLI, GLI IMPEGNI EBBENE SI, ANCHE I PIACERI, IN STAND BY, SOPRATTUTTO SE SI TRATTA DI UN SINTOMO DEBILTIANTE.
E' IN QUESTA FASE CHE TIRIAMO LE SOMME, CAPIAMO I NOSTRI ERRORI, CHE SONO PARTE INTEGRANTE DELLA VITA, E PROVIAMO A PORCI RIMEDIO, A CAMBIARE ROTTA.
E NON SI RIDUCE SOLO AD UN DISCORSO ALIMENTARE. SE NON SIAMO DISPOSTI A PRENDERCI IL TEMPO NECESSARIO PER ANALIZZARE LA QUESTIONE QUANTOMENO LA PRIMA CONCLUSIONE DA TRARNE E' CHE FORSE STIAMO ANDANDO TROPPO DI FRETTA.
RIFLETTETECI ATTENTAMENTE: COSA NELLA VITA NON PUO' ASPETTARE?
NEGLI ANNI POSSIAMO DIRE CHE LA NOSTRA CAPACITA' AUTOCRITICA SI SIA COMPLETAMENTE PERSA; ABBIAMO GETTATO LE BASI DELLA NOSTRA TOTALE DIPENDENZA DALLA CLASSE MEDICA, LA QUALE DAI NOSTRI ABBOZZI DI DESCRIZIONE DEI SINTOMI CHE CI ACCOMPAGNANO DA TEMPO, OPPURE NELLA PIU' PARTE DEI CASI A FRONTE DI UNA "DIAGNOSI", HA IL PRECISO COMPITO DI FARCI SOFFRIRE IL MENO POSSIBILE, EVITANDO DI CHIEDERCI DI METTERE MANO ALLE NOSTRE ABITUDINI SBAGLIATE  E PER FINIRE IL TUTTO FATTO IN POCO TEMPO, IN MODO CHE IL PENSARE E RIPENSARE NON DIVENTI CONTAGIOSO...
COSI' LE RIPERCUSSIONI DI QUESTO ATTEGGIAMENTO SI FANNO SENTIRE ANCHE IN CAMPO LAVORATIVO QUANDO CERCHIAMO LA STRADA PIU' SEMPLICE E VELOCE PER FARE CARRIERA E SOPRATTUTTO QUANDO NON SIAMO DISPOSTI AD ACCETTARE CRITICHE COSTRUTTIVE DA CHI, AVENDO PIU' ESPERIENZA DI NOI, POTREBBE EVITARCI ERRORI FATALI; OPPURE NELL'AMBITO DELLA COPPIA, QUANDO LE NOSTRE PROIEZIONI NON ARRIVERANNO MAI AD ASSOMIGLIARE ALLA REALTA' E DIFFICILMENTE ACCETTEREMO UN PROCESSO DI CRESCITA COMUNE IN CUI L'ALTRO CI CONSIGLIA AMOREVOLMENTE E CI AIUTA A CORREGGERCI E NEMMENO QUANDO DIVENTEREMO GENITORI, PERCHE' PER ESSERE DEI BUONI GENITORI BISOGNA AFFRONTARE IL PROCESSO EDUCATIVO PARALLELAMENTE AI PROPRI FIGLI.
PENSIAMOCI BENE ALLORA QUANDO CON LEGGEREZZA SORSEGGIAMO L'ENNESIMA PASTIGLIA PER ABBASSARE LA FEBBRE FORSE NON E' DETTO NE VALGA LA PENA.





venerdì 16 dicembre 2011

Riflessioni sulla morte di Aveline Kushi

DOMANDA: IO VORREI SAPERE SE E' POSSIBILE CHE LE PERSONE CHE HANNO SEMPRE SEGUITO LA DIETA MACROBIOTICA POSSANO COMUNQUE AMMALARSI DI CANCRO, E IN QUESTO CASO QUALI POTREBBERO ESSERE LE CAUSE.
RISPOSTA: IN REALTA' QUESTE PERSONE NON HANNO FATTO MACROBIOTICA, MACROBIOTICA NON SIGNIFICA I SINGOLI INGREDIENTI ISOLATI, IL RISO INTEGRALE E' RISO INTEGRALE, IL CAVOLO E' IL CAVOLO, I FAGIOLI BIOLOGICI SONO FAGIOLI BIOLOGICI, ESSI NON SONO ALIMENTI MACROBIOTICI.
DEFINIAMO COME MACROBIOTICA IL MODO DI COMBINARE LE QUANTITA', LE PORZIONI, IL MODO DI CUCINARE E DI MANGIARE QUESTI ALIMENTI.

               IL CASO DI AVELINE KUSHI

NEL CASO DI AVELINE, MIA MOGLIE, ESSA MANGIO' PER TANTI E TANTI ANNI DELL'OTTIMO CIBO, NON HA MAI IMBROGLIATO, MAI MANGIATO SCHIFEZZE, MAI MANGIATO CARNE, LATTICINI, ZUCCHERO, CIOCCOLATA.
HA INSEGNATO IN MOLTI CORSI DI CUCINA, HA PARTECIPATO CON ME A SVILUPPARE SOCIETA', E' STATA ANCHE CHIAMATA LA MAMMA DEL MOVIMENTO DEI CIBI BIOLOGICI IN AMERICA, E QUANDO E' DEFUNTA, IL CONGRESSO AMERICANO L'HA CITATA PUBBLICAMENTE, FACENDO UN ELOGIO PUBBLICO DEL SUO LAVORO; ESSA AVEVA CONTRIBUITO COSI' TANTO, PERO' IL SUO MODO DI MANGIARE ERA TESTARDO.
CONOSCETE L'ALGA KOMBU? AD ESEMPIO LA KOMBU FRITTA, CHE E' UNA SUA SCOPERTA, E' MOLTO BUONA, PIU' BUONA DELLE PATATE FRITTE;L'HA RACCOMANDATA TANTE VOLTE NEI CORSI DI CUCINA, E QUEL MODO DI CUCINARE SI E' ABBASTANZA CONSOLIDATO IN LEI.  LEI HA MANGIATO KOMBU FRITTA PRIMA DI MORIRE, OGNI GIORNO, E' UN PIATTO MOLTO RICCO DI MINERALI E INSIEME MOLTO UNTO. QUESTO COSA SIGNIFICA? TUTTO DAL LATO YANG: ALTO CONTENUTO DI SALI MINERALI, ALTA TEMPERATURA, TUTTO YANG.
LE PIACEVA ANCHE MOLTO IL PANE INTEGRALE A PASTA ACIDA, A LIEVITAZIONE NATURALE, MOLTO PESANTE, RICCO, CHE AVEVA SCOPERTO IN OLANDA TANTI ANNI PRIMA.
CONOSCETE IL TEMPEH? ORA MOLTO DIFFISO IN EUROPA ANCHE GRAZIE A NOI, E' UN CIBO INDONESIANO; LO TROVAMMO IN ALCUNE RISTORANTI INDONESIANI IN OLANDA, E LEI PENSO' CHE QUESTO ERA MOLTO PIU' FACILE, COMODO E BUONO DA MANGIARE CHE NON IL NATTO, UN'ALTRA PROTEINA TRADIZIONALE GIAPPONESE. LE PIACEVA MOLTO, LO CUCINAVA E INSEGNAVA A CUCINARLO IN TUTTI I MODI, MA IL MODO DI MANGIARLO CHE LEI AMAVA DI PIU' ERA DI SERA, FRITTO E CON SOPRA UNA SALSINA DI SOYA.
FRUTTA NON NE MANGIAVA QUASI MAI E QUESTO NON L'HA AIUTATA A COMPENSARE QUESTO ECCESSO. INSOMMA, IL SUO MODO DI MANGIARE E' STATO TROPPO YANG, IL RISULTATO E' STATO QUELLO DI SVILUPPARE UN TUMORE ALLA CERVICE UTERINA, E NON ME LO DISSE NEMMENO QUANDO COMINCIAVA A S TARE MALE, MA IO COMINCIAVO A VEDERE CHE IL SUO VISO CAMBIAVA E LE DISSI DI CAMBIARE QUESTO E QUELL'ALTRO DALLA DIETA, MA LEI MI RISPONDEVA SEMPRE CHE QUELLO PER LEI ERA TROPPO YIN.
POICHE' LEI NON MI CREDEVA, IO COI RAGAZZI INSISTETTI PERCHE' SI FACESSE UN'ESAME CLINICO, E I CONTROLLI PORTARONO ALLA LUCE UN TUMORE ALLA CERVICE UTERINA AL QUARTO STADIO.
CONOSCENDO LEI E LA SUA TESTARDAGGINE SAPEVO CHE NON AVREBBE ACCETTATO ALTRI CONSIGLI, QUINDI CONSCIAMENTE LE DISSI CHE AVREBBE DOVUTO FARE LE CURE MEDICHE SECONDO LA MEDICINA UFFICIALE. 
IN OSPEDALE HA SUBITO RADIAZIONI, SCIACQUI ALLA CERVICE DELL'UTERO, RADIAZIONI MIRATE, E POICHE' LEI NON ERA MAI STATA SOLITA MANGIARE CIBI ANIMALI, GRASSI ANIMALI, LA TERAPIA EBBE UNA RISPOSTA E RISULTATI MOLTO VELOCI, CON TRE SOLI TRATTAMENTI IL TUMORE SI RIDUSSE E SPARI' MOLTO VELOCEMENTE DOPO SOLI CINQUE TRATTAMENTI, POICHE' NON AVEVA NESSUNA QUALITA' DI CIBI SCADENTI NELLA SUA DIETA.
ALLORA RIPRESE A VIAGGIARE CON ME. DOPO QUELLA ESPERIENZA AVEVA CERCATO DI MANGIARE IN MODO PIU' EQUILIBRATO; PIU' FOGLIE VERDI, CUCINA E COTTURE DI STILE PIU' LEGGERO, A VOLTE QUALCHE FRUTTO, SEMPRE CON IL RISO INTEGRALE COME CIBO PRINCIPALE E RIDUCENDO MOLTO IL PANE. IO RIPRESI A FARE CONFERENZE, UNA VOLTA ERO IN FLORIDA PER UN SEMINARIO DI CINQUE GIORNI, LA CHIAMARONO DALL'OSPEDALE RACCOMANDANDO UN CICLO DI TRATTAMENTI DI RADIAZIONI CON COBALTOTERAPIA INTERNA, ALLO SCOPO DI PREVENIRE FUTURE RECIDIVE DEL MALE. 
VISTO CHE FURONO MOLTO INSISTENTI, LEI ACCETTO', IO NON LO SEPPI IN TEMPO, E NON POTENDO CANCELLARE O RINVIARE IL SEMINARIO, APPENA FINITE LE CONFERENZE SALTAI SU DI UN AEREO E TORNAI A CASA, ANDAI IMMEDIATAMENTE CON UN TAXI ALL'OSPEDALE CERCANDO DI FERMARE TUTTO, MA QUANDO ARRIVAI ERA GIA' NELLA ZONA RADIAZIONE, SOTTO TRATTAMENTO, CON ALTE DOSI DI RADIAZIONI.
COSA ACCADDE DOPO? DALL'AREA VAGINALE C'E' UN CANALE DI AGOPUNTURA, UN MERIDIANO CHE SI CHIAMA VASO GOVERNATORE NERVOSO; OVVIAMENTE LEI COMINCIO' AD AVERE DOLORI LUNGO QUESTO CANALE, LUNGO LA COLONNA VERTEBRALE E IL CANCRO SI RIPRESENTO' LI', LUNGO LA SPINA. L'INTERPRETAZIONE DELL'OSPEDALE, CHE IO CONTESTO TOTALMENTE, FU: E' UNA METASTASI DEL SITO PRIMARIO SULLA CERVICE CHE SE NE' E' ANDATO SUL NUOVO SITO.
LA MIA OPINIONE E' INVECE CHE IL NUOVO SITO DEL TUMORE E' STATO TOTALMENTE CREATO DALLE RADIAZIONI AGGIUNTE, NON AVEVA ALTRE METASTASI, MA SOLO LI' LUNGO LA COLONNA, ED ESSENDO ESTREMAMENTE DOLOROSO HANNO DOVUTO USARE LA MORFINA.
NELA OPINIONE DEI MEDICI DEL CENTRO TUMORI, ERA TERMINALE, ALLORA SI PENSO' DI METTERLA IN UN OSPIZIO PER MALATI TERMINALI; A CAUSA DELLE RADIAZIONI PERSE COMPLETAMENTE IL SUO APPETITO, LA RIPORTAMMO A CASA, LEI SI TOLSE TUTTE LE ENDOVENE DI MORFINA E RIPRESE A MANGIARE NELLA MANIERA PIU' ACCURATA POSSIBILE, TRATTANDOSI SOLO CON QUELLO CHE AVEVA A CASA.
QUANDO C'E' QUESTA MANIFESTAZIONE IN QUEL TIPO DI TUMORE LA MORTE SOPRAVVIENE IN UN PAIO DI SETTIMANE, LEI INVECE SOPRAVVISSE DA QUEL MOMENTO ALTRI SEI ANNI, A VOLTE ERA COSTRETTA AD AVVALERSI DI UNA SEDIA A ROTELLE, MA HA CONTINUATO A GIRARE CON ME.
LA RADIAZIONE E' UN PO' COME LA BOMBA ATOMICA, COSI' FORTE, COSI' POTENTE; COME DOPO LA BOMBA DI HIROSHIMA E NAGASAKI MOLTE PERSONE SI AMMALARONO DI MALATTIE DA RADIAZIONE, NEL CASO DI AVELINE FU LA STESSA COSA,ESSA SE NE E' ANDATA DUE ANNI FA IN MANIERA MOLTO PACIFICA.
LA SUA VERA CAUSA DI MORTE NON E' STATO IL TUMORE INIZIALE, E' STATA LA CONSEGUENZA DELLE RADIAZIONI.
CI SONO MOLTI CASI DEL GENERE CHE SI RIPRODUCONO NEGLI OSPEDALI, SE SI FOSSE FERMATA ALLE PRIME RADIAZIONI CHE AVEVANO FERMATO IL TUMORE ANDAVA BENE, E POI MANGIANDO BENE, SAREBBE STATA BENISSIMO, MA QUESTO TRATTAMENTO CHE HANNO VOLUTO FARE PER SICUREZZA, PER RIPULIRLA E PREVENIRE UNA FUTURA RECRUDESCENZA HA IMMEDIATAMENTE COMINCIATO A SEMINARE NUOVE RADICI DEL TUMORE NELLA SUA SPINA DORSALE.
IO CONOSCO BENE LE BUONE INTENZIONI DEI MEDICI, LA LORO BUONA VOLONTA', PERO' SO ANCHE CHE ECCEDONO CON LE TERAPIE, ACCANIMENTO TERAPEUTICO O ECCESSO DI QUALCHE CURA SONO LE VERE CAUSE DI MORTE DELLE PERSONE.


LIBERAMENTE TRATTO DAL SEMINARIO TENUTO DA MICHO KUSHI IL 23 E IL 24 NOVEMBRE 2002 A MILANO


MI PERMETTO DI AGGIUNGERE SOLO POCHE RIGHE A QUESTA ILLUMINANTE CONVERSAZIONE DI KUSHI SOTTOLINEANDO CIO' CHE PER ME E' STATO MAGGIOR SPUNTO DI RIFLESSIONE.
NOI TUTTI CHE STIAMO FATICOSAMENTE PERCORRENDO UNA VITA ISPIRATA AI PRINCIPI DELLA MACROBIOTICA INCARNIAMO LA FIGURA FIERA E TESTARDA DI AVELINE. SI, LA TESTARDAGGINE E' SICURAMENTE UN TRATTO COMUNE A NOI TUTTI; DA ANNI STUDIAMO E APPLICHIAMO LE DINAMICHE DEI FATTORI YIN/YANG E LE OSSERVAZIONI CI INFASTIDISCONO, CREDIAMO DI AVERE LA VERITA' IN MANO E TROPPO SPESSO DIMENTICHIAMO CHE SIAMO IN PERCORSO, STIAMO ANCORA IMPARANDO E IL NOSTRO TRAGUARDO E' ANCORA MOLTO, MOLTO LONTANO. DUNQUE IMPARIAMO AD ASCOLTARE DI PIU' I CONSIGLI COMPETENTI DI CHI CI STA VICINO E MOLTE VOLTE CI VEDE MEGLIO DI QUANTO POSSIAMO FARE NOI STESSI.
LA PAURA E' IL NOSTRO SECONDO TALLONE DI ACHILLE. COME AVELINE LA PRESSIONE PSICOLOGICA FATTA DA PERSONE IN "CAMICE BIANCO"CI FA DIMENTICARE QUELLO CHE SAPPIAMO E CI SPINGE A FARE COSE IN CUI NON CREDIAMO. STIAMO SEMPRE ALL'ERTA E SIAMO CONSCI CHE QUANDO CHIEDIAMO AD UN MEDICO DI CURARCI LO DOBBIAMO FARE CON COGNIZIONE DI CAUSA E CON LA CONSAPEVOLEZZA CHE UNA VOLTA INIZIATO SARA' BEN DIFFICILE PER NOI SOSPENDERE, SLEGARCI, SVINCOLARCI.
NON PER ULTIMO, ANZI DIREI IN PRIMIS, ATTENZIONE AGLI ECCESSI, LO DICO A VOI MA COLGO L'OCCASIONE PER RICORDARMELO. CHI COME ME HA LETTO OHSAWA E SE NE E' LETTERALMENTE INNAMORATA HA INIZIALMENTE COMPRESO CHE YANG FOSSE POSITIVO E YIN FOSSE NEGATIVO. GLI ESTREMI SONO ESTREMI A TUTTI I LIVELLI E ALL'INTERNO DI UNA DIETA PRIVA DI ECCESSI FORTI ANCHE UNO YANG "MODERATO" COME QUELLO DELL'ALGA KOMBU O DEL TEMPEH FRITTO POSSONO CREARE DISEQUILIBRI CHE SE PROTRATTI NEL TEMPO CI FANNO AMMALARE.
ALLORA IMPARIAMO ANCHE DALLA MORTE DI AVELINE, L'ESTREMO SALUTO DI UNA GRANDE MAESTRA E' STATO SICURAMENTE IL PIU' GRANDE INSEGNAMENTO CHE CI POTESSE DARE.