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lunedì 10 settembre 2012

Come un Padre: Rene' Levy Parte Seconda


Ed era proprio cosi', anzi e' proprio cosi' a Cuisine ed Sante', i pasti sono semplici da cucinare, ma appetitosi e nutrienti.
Le diete curative erano e sono all'insegna dell'essenzialita', ma proprio per questo permettono al corpo di guarire. Attraverso la dieta,  chi la segue scarica tutti gli eccessi Yin e Yang.
Rene', usava come Ohsawa, la base pura e cristallina della 7 , cioe' prescriveva solo cereali integrali a chi era veramente malato, a chi come tanti di quelli che approdavano a St. Gaudens,  era stata assegnata la scadenza, come si fa per il latte.
E, su di una base cerealiana, aggiungeva 1, massimo 2 specifici, in modo da potenziarne l'effetto. E i risultati non tardavano ad arrivare.
Le allergie non si ripresentavano, i tumori scomparivano, le giovani coppie davano alla luce i figli della Macrobiotica.
E le lezioni, due al giorno, ribadivano i concetti di essenzialita'. Pochi concetti, detti chiaramente, ripetuti fino allo sfinimento, necessariamente ribaditi.
L'importanza dell'insalivazione e della masticazione, l'eccessiva iperacidficazione del corpo dovuto al consumo di zucchero e carne, le insidie della frutta e l'immancabile costante richiamo alla Giustizia dell'Universo, il riconoscimento principe dell'uomo che ha finalmente svelato il proprio Giudizio, dell'uomo evoluto.
Rene' era tutto questo, ma le parole sono troppo poco per renderlo nella sua pienezza.
Sette le volte che sono andata da lui, settanta volte sette le volte che avrei voluto e dovuto andare.
Questo ad insegnarmi che non sempre, anzi quasi mai paghi il rimandare. Come lessi qualche tempo fa "quando si rimanda si finisce o per fare a maggior prezzo o per non fare".
Con lui e attraverso i suoi insegnamenti sono cresciuta sia come cuoca Macrobiotica, che come donna.
Con lui e attraverso i suoi insegnamenti sono stata a piu' riprese costretta a ridiscutere la mia arroganza, la mia testardaggine e la mia mancanza di rispetto per gli me stessa e per gli altri.
Quando ho ricevuto la notizia della sua morte ho pianto nella certezza di aver perso un Maestro, un grande uomo, ma soprattutto un Padre.
In un mondo finito vorresti che qualcosa o qualcuno ne facesse eccezzione....



Un grandissimo ringraziamento a Daniel, Lourdes, Briac e a tutto lo staff di Cuisine et Sante', per l'egregio lavoro che tutt'oggi stanno facendo in Francia, per L'Europa, il Mondo intero,  la Macrobiotica.

domenica 9 settembre 2012

Come un Padre: Rene' Levy



Peccato per chi si avvicinera' alla Macrobiotica da ora in poi, peccato perche' a parlare di alimentazione siamo in tanti, a fare corsi di cucina pure, a discutere sulla filosofia forse un po' meno, ma di li' ad essere un Maestro c'e' un abisso.
Rene' Levy e' stato forse l'ultimo grande Sensei e chi ha avuto la fortuna di poterlo conoscere non potra' far altro che confermare quest'affermazione.
Rene' e' stato il punto di riferimento per la Macrobiotica europea degli ultimi 40 anni.
Potevi essere andato da lui anche solo una volta, potevi addirittura averne anche solo sentito parlare da qualche amico malato o curioso che era stato a Cuisine et Sante',  ma nel tuo cuore serbavi l'immancabile pensiero che, se  e quando la tua vita fosse arrivata dinnanzi ad un impasse, lui ci sarebbe stato.
A meta' tra l'istrione e il saggio, Rene' aveva la capacita' di farti passare dalla spensieratezza alla riflessione profonda, aveva per cosi' dire la dote di rendere leggera la sofferenza, la malattia.
Le sue spalle sapevano reggere pesi insostenibili per qualsiasi altro essere umano.
Ti accoglieva anche quando nessuno piu', nemmeno i tuoi cari, erano disposti a farlo.
Chi arrivava a Cuisine et Sante', sapeva che per pesante che fosse il proprio carico, li' avrebbe trovato finalmente un po' di ristoro.
Rene' era amato o odiato.
Con lui non occorrevano lunghe conversazioni.
Tutti noi ambivamo a parlargli privatamente, ad avere un colloquio noi e lui soli, per potergli spiegare BENE, il nostro problema, ma non sapevamo che lui ci aveva gia' osservato, aveva gia' guardato oltre il nostro sguardo, sapeva gia' e sapeva ben di piu' di quello che gli avremmo detto.
E non stava al gioco, non si concedeva. Ci invitava a scrivere su di un foglio le nostre domande, anche quelle personali, soprattutto quelle personali, promettendo di darci LA RISPOSTA, nella serata, durante la conferenza.
Ci insegnava a metterci a nudo, a non vergognarci, ci spingeva ad affrontare i nostri limiti li', subito, dal primo momento. Non avremmo dovuto perdere altro tempo prezioso.
Le sue risposte erano esaustive e ficcanti, Rene' metteva direttamente le mani sulla piaga e tu avevi due sole possibilita': accettare l'insegnamento e iniziare a lavorarci sopra, o fuggire come daltronde avevi sempre fatto, imprecando. 
Ma questo Rene' lo sapeva bene.
Le sue lezioni fondavano su di una base di sempicita' impressionante, perche' la VERITA', deve per forza essere semplice.
Uno dei suoi motti:" La soupe e le cereale c'est la cuople ideal" ovvero, la zuppa e il cereale sono la coppia ideale.
Continua.....

giovedì 6 settembre 2012

Masticazione come Meditazione - Parte Seconda


Scrivendo la prima parte di quest'articolo mi sono resa conto che a volte si rischia di volare troppo in alto, si rischia di discorrere, di filosofeggiare senza mai arrivare a toccare la concretezza dell'argomento. 
Gli antichi maestri, rivolgendosi a uomini semplici si, ma nello stesso tempo proprio per la loro semplicita' molto vicini all'essere primitivo, istintuale, intuitivo non avevano bisogno di partire per cosi' dire dall'abc, potevano permettersi di tralasciare l'insegnamento di base e passare direttamente all'insegnamento avanzato.
Noi uomini moderni dobbiamo invece ricostruire le basi della nostra conoscenza, dobbiamo in un certo senso reimparare,  perche' sulla nostra essenza nuda e cruda e' stata costruita una serie di infrastrutture che ci impedisce di vedere anche le cose piu' evidenti, siamo abituati a guardare ma non ad osservare, sentiamo ma non ascoltiamo.
Chi ci parla, sapendo questo, deve fare un passo indietro e prenderci per mano. Deve essere disposto a fare un lavoro di rieducazione all'essenziale, e in primis non deve dare nulla ma proprio nulla per scontato.
Questa e' la strada di cui abbiamo gia' parlato attraverso la quale si va a riaprire quella scatola nascosta in solaio......
Dunque prima ancora di scrivere di meditazione occorre capire come masticare, o meglio come masticare correttamente.
Dal punto di vista fisico la masticazione avviene solo e solamente in bocca.
Partendo da questa osservazione della realta' capiamo che se manchiamo questo atto, se consentiamo al cibo di passare la bocca senza essere masticato, non avremo piu' la possibilita' di rimediare a questo errore. I denti con la loro capacita' di macinare, sminuzzare, affettare il cibo consentono all'alimento di essere piu' facilmente assimilabile dai nostri intestini e soprattutto se si mangiano cibi integrali, la masticazione svolge un ruolo fondamentale, aprendo involucri tenaci (come la crusca o la cuticola dei legumi) o frammentando fibre lunghe ed elastiche (come nel caso per esempio delle foglie della cicoria o del tarassaco). 
La saliva, stimolata da un prolungato movimento dei muscoli mascellari, fornisce invece alla massa di cibo che transitera' all'interno del tratto intestinale, l' additivo, se mi consentite il termine, l'ingrediente che dara' inizio a tutto il processo assimilatorio.
Per alcuni alimenti, come per il cereale per esempio, una corretta insalivazione e' fondamentale in quanto la sua digestione inizia gia' dalla bocca con l'effetto della ptialina che scinde gli amidi.
Rene' Levy, il grande maestro scomparso due anni fa, amava fare un'espriemento a mio parere molto esplicativo. Andavi da lui, due giorni, una settimana, un mese e non potevi mai mancare questa preziosa lezione. Durante la conferenza del mattino, o della sera, prendeva una piccola tazza di crema di riso, ne gustava un cucchiaio, lo insalivava bene, dava le spalle al pubblico per evitare di "scandalizzare" i fragili animi contemporanei, riversava il cucchiaio di crema che aveva in bocca dentro la tazza e si girava, con gioia e meraviglia facendo notare agli studenti che TUTTA la tazza era diventata liquida, predigerita e sorprendentemente dolce.....
Gandhi ricordava che per stare in salute  avremmo dovuto "bere i solidi e masticare i liquidi".
Avete capito!
Il PH  salivare e' circa di 7.2 cioe' leggermente alcalino ed e' l'additivo, come avevamo detto che permette ai succhi gastrici, il cui PH e' di un valore che oscilla dallo 0.9 all' 1.5, di attivarsi.
Senza masticazione, nessuna o scarsa produzione di succhi gastrici, di conseguenza difficile digestione.
Il cibo moderno e' un cibo "predigerito", morbidissimo, raffinato, incosistente e soprattutto scarsamente saporito, tutti fattori che con il tempo ci hanno disabituato a masticare.
L'eccessiva avidita' che ci viene insegnata sin da bambini, i troppi impegni nell'arco della giornata con la conseguente perdita di tempo da dedicare alle cose veramente importanti, la mancanza di educazione alimentare, sono tutti fattori che hanno contribuito a modificare profondamente questo prezioso e basilare atto.
Ma quanto occorre masticare? Anche qui una regola precisa non c'e'. Si deve comunque sapere che il cibo dovra' lasciare la bocca quando sara' completamente sminuzzato. 
Per il riso integrale serviranno almeno 40 masticate, per le gallette una quindicina, per il pane bianco composto da farina 00 solo 2, ora capite bene dove sta il problema da dove parte la fastidiosa acidita' di stomaco che vi assale dopo i pasti?